Fujifilm Jpeg Setting - Color Portrait

Fujifilm Jpeg Setting – Color Portrait

Fujifilm Jpeg Setting – Color Portrait

In questo articolo “Fujifilm Jpeg Setting – Color Portrait” vedremo un set up destinato al ritratto a colori che, sono certo, interesserà a molti.

Fujifilm offre su molti modelli le cosiddette simulazioni pellicola, cioè consente di impostare un profilo di base che emula la pellicola prescelta. Ovviamente tutte le emulazioni presenti si riferiscono a pellicole del passato prodotte da Fuji e non è presente nessuna emulazione di produttori concorrenti.

Impostando la simulazione desiderata, la fotocamera è in grado di produrre un file Jpeg con caratteristiche, se non uguali, molto simili alla pellicola selezionata.

Questo modo di procedere può essere già di per se molto appagante ma perché non crearsi la propria pellicola personale? Perché non considerare queste simulazioni pellicola solo dei punti di partenza?

Vediamo allora come impostare  la nostra Fuji per simulare una pellicola della Kodak con resa del colore e naturalezza nella riproduzione dei toni della pelle che la rendono particolarmente adatta per la ritrattistica.

Kodak Portra 160nc

le caratteristiche di questa pellicola sono in sintesi:

    • Colori naturali
    • Grana estremamente fine.
    • Basso contrasto
    • Luminosità controllata
    • Sensibilità spettrale simile a quella dell’occhio umano
    • Riproduzione gradevole e naturale dei toni della pelle
    • Bilanciamento del colore neutro
    • Ottima resa dei dettagli nelle alte luci e nelle ombre

Tutte caratteristiche ottime per la ritrattistica.

Impostiamo la fotocamera

Prima di procedere a impostare la fotocamera teniamo sempre presente qual’è il nostro obiettivo e cioè: colori naturali, gamma tonale estesa, assenza di grana, buona nitidezza, buona resa dell’incarnato.

Simulazione Pellicola

Fuji ci offre due simulazioni pellicola (NPS) che si avvicinano a quanto vogliamo emulare e queste simulazioni sono:

    • Pro Neg STD
    • PRO Neg Hi

Tra le due simulazioni ho deciso di utilizzare la seconda perché, almeno sulla carta, Fuji dichiara una brillantezza dei colori maggiori. Questa caratteristica abbinata a una significativa desaturazione che applicheremo in seguito, dovrebbe consentire di non ottenere colori troppo “slavati”.

Effetto Grana

L’effetto desiderato, così come la Kodak Portra ci aveva abituati, è sostanzialmente una assenza di grana, pertanto questo parametro ho deciso di lasciarlo impostato a OFF.

Gamma Dinamica

Essendo la Kodak Portra una pellicola dotata di ampia gamma dinamica o, meglio dire, ampia latitudine di posa, questo parametro ho ritenuto corretto impostarlo al 200%.

White Balance

Non amo il bilanciamento del bianco automatico e preferisco impostare  le simulazioni a 5600k ovvero a Daylight.

Tono Alte Luci

Kodak Portra tra le caratteristiche indica “Luminosità controllata” ovvero la capacità di registrare dettagli anche con soggetti estremamente luminosi. Per questo motivo ho lasciato questo parametro a zero. Lasciando a zero il “Tono Alte Luci” non spingiamo verso destra nell’istogramma le luci evitando cosi di esaltare le zone luminose.

Tono Ombre

Per aumentare il dettaglio delle ombre e aumentare la gamma tonale ho impostato questo valore a -2. Questo consente di aprire le ombre fornendo una gamma tonale maggiore evitando di chiudere rapidamente le ombre nel nero più profondo.

Colore

Questo parametro, come il precedente, è impostato a -2. Questa significativa desaturazione si rende necessaria poiché la resa dei colori delle attuali fotocamere digitali è molto accentuata. L’impostazione a -2 consente l’ottenimento di colori naturali.

Nitidezza

Poiché desideriamo una buona nitidezza un buon punto di partenza é il valore +1. Questo parametro è abbastanza soggettivo però ricordo che valori troppo alti posso compromettere la naturalezza dell’immagine. Anche una esagerata nitidezza nel ritratto femminile può evidenziare esageratamente i difetti del viso.

Riduzione Disturbo

Questo parametro che apparentemente non ha nulla a che fare con le caratteristiche di una pellicola, poiché si riferisce al contenimento del rumore digitale, può essere utile per migliorare la resa dell’incarnato. Infatti la riduzione del disturbo quando applicata in modo massiccio tende a “impastare” l’immagine e questa caratteristica può essere usata con vantaggio per questo tipo di riprese. Ho deciso di impostare questo parametro al valore di  +3 riservandomi poi un eventuale aggiustamento una volta visti i risultati.

Riassumendo

Riassumo per praticità i parametri impostati per la simulazione di una pellicola dedicata al ritratto a colori:

Simulazione Pellicola PRO Neg Hi

Effetto Grana OFF

Gamma Dinamica 200%

White Balance Daylight

Tono Alte Luci 0

Tono Ombre -2

Colore -2

Nitidezza +1

Riduzione Rumore +3

 

I risultati ottenuti

Ovviamente i parametri che abbiamo visto sono solo un punto di partenza e ognuno può apportare le variazioni che più si addicono per l’ottenimento del risultato desiderato

 

In queste immagini di beauty il risultato appare assolutamente coerente con le attese, ovvero colori naturali, gamma tonale estesa, assenza di grana, buona nitidezza, buona resa del incarnato.

Possiamo vedere come il dettaglio e la resa del incarnato siano ottimi, la saturazione è invece moderata e consente un resa del tono della pelle ottimale per immagini beauty dove occorre riprodurre molte sfumature di colore. La trama della pelle per quanto attenuata dalla riduzione del disturbo rimane conservata. Le immagini sviluppate con Lightroom appaiono certamente più brillanti ma esse non sono affatto paragonabili a quanto si ottiene utilizzando una Portra 160.

 

Qui sopra possiamo invece vedere delle immagini fashion anch’esse realizzate in studio. Anche in questo caso la resa è molto buona ma, forse per questa tipologia di immagini, non completamente adatta. Infatti per immagini di moda una resa più brillante e satura dei colori é sicuramente più indicata.

Conclusioni

Pur riservandomi un test anche in esterni considero questa simulazione riuscita. Forse alcuni “raffinamenti” dei parametri possono essere apportati, come ad esempio la “Gamma Dinamica” diminuita a 100% (anziché 200%) oppure il “Tono Ombre” a + anziché +2 per migliorare il contrasto generale che appare effettivamente un po’ basso. In ogni caso un buon punto di partenza per una profilazione dedicata al ritratto a colori.

“Fujifilm Jpeg Setting – Color Portrait”


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Fujifilm jpeg setting – Introduzione

Fujifilm jpeg setting – Scattare in jpeg è come scattare in diapositiva!

Inizio con questo articolo una serie di riflessioni inerenti al “Fujifilm jpeg setting” cioè una serie di articoli dedicati allo scatto in formato Jpeg eseguito direttamente sulla fotocamera. Questo approccio è chiaramente in contro tendenza rispetto alla buona pratica di scattare in formato RAW.

Oggigiorno tutte le fotocamere digitali dispongono di una vasta serie di parametri destinati a impostare lo sviluppo del Jpeg e in definitiva a profilare come esso sarà prodotto.

La domanda é: ma si riesce a tirare fuori qualcosa di buono direttamente in jpg?

Vediamo se è vero che scattare in Jpeg é come scattare in diapositiva!

 

Le Diapositive

Le immagini digitali, e mi riferisco a quelle osservate a monitor, hanno molte in cose in comune con le diapositive. I fotografi più anziani, come me, certamente ricorderanno che la fotografia professionale era imperniata sull’uso di questa tipologia di materiale sensibile che offriva diversi vantaggi rispetto alle pellicole negative, vediamo brevemente quali. Il maggior vantaggio indubbiamente era la qualità delle immagini che le pellicole invertibili producevano rispetto alle negative. Alcune di esse poi, come Kodachrome e Velvia,  erano le uniche accettate da alcune testate di pregio proprio per la qualità delle immagini prodotte. La qualità delle immagini prodotte è riassumibile in questi elementi:

    • ottima nitidezza
    • buon contrasto
    • colori decisi
    • grana fine

Altra qualità della pellicola invertibile era il minor costo rispetto alle pellicole negative infatti, per poter visionare gli scatti, non occorreva procedere alla stampa ma era possibile farlo direttamente per trasparenza.

Potremmo scrivere pagine e pagine sulle caratteristiche delle diapositive ma qui vorrei focalizzare l’attenzione su una specifica caratteristica ovvero la latitudine di posa.

Le invertibili, contrariamente alle negative, offrivano una latitudine di posa, specialmente nelle pellicole di bassa sensibilità, assai ridotta e questa caratteristica si traduceva sempre in una sostanziale difficoltà nella scelta della giusta esposizione e nella incapacità della pellicola di mantenere il contemporaneo dettaglio nelle varie zone sia chiare che scure. Bisognava pertanto saper scegliere con attenzione l’esposizione e, spesso, occorreva fare delle scelte privilegiando le alte luci piuttosto che le ombre in funzione del soggetto ripreso.

Una volta proceduto allo sviluppo della pellicola invertibile, finalmente, potevamo vedere le nostre diapositive senza alcuna possibilità di intervenire sul risultato finale, contrariamente a quanto invece accadeva con le negative che in fase di stampa era possibile correggere.

 

I Jpeg

I Jpeg o jpg possono essere prodotti direttamente in camera o in un secondo tempo partendo sempre dal RAW generato dalla fotocamera. In queste considerazioni mi riferisco al jpeg prodotto direttamente dalla fotocamera. Solitamente l’approccio è quello di scattare in RAW poiché questo file permette margini di intervento in post produzione decisamente più ampi. Il Jpeg invece non permette ampi margini di correzione poiché è un file con soli 8 bit per canale di profondità di colore e, in seconda battuta, è un tipo di file con perdita di dati, ovvero la compressione che viene applicata per ridurre le dimensioni del file prevede la perdita di informazioni pertanto, ad ogni salvataggio si introduce sempre un peggioramento della qualità dell’immagine.

 

Conclusioni

Dopo aver visto le caratteristiche del Jpeg è facile capire che il file Jpg prodotto direttamente in camera non si presta minimamente ad ulteriori elaborazioni. Questa sua caratteristica lo rende molto simile alle diapositive. Di fatto sia le diapositive che il Jpeg sono un prodotto finito e come tale deve essere fruito, senza possibilità di intervento.

Ecco perché considero lo scatto eseguito in Jpeg equivalente allo scatto fatto con pellicola invertibile.

Nei prossimi articoli vedremo come impostare i valori che influenzano la produzione del Jpeg direttamente in camera e inizieremo da una profilazione indicata per il ritratto.

 


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