Nella pratica della fotografia analogica, il processo di sviluppo delle pellicole riveste un’importanza cruciale. Tuttavia, talvolta possono verificarsi delle situazioni in cui questo processo non raggiunge i risultati desiderati. Nel seguente rapporto, esaminerò attentamente il fallimento dello sviluppo di tre rullini fotografici in bianco e nero: Fomapan 400, Rollei Retro 400S e Ilford Delta 400 Pro. Analizzerò le cause specifiche di questo insuccesso e trarrò delle conclusioni sulle lezioni apprese.

Introduzione:

Fallimento sviluppo rullini: Analisi dei risultati

Fomapan 400:

Nell’immagine che segue (data sheet di Foma per la Fomapan 400) il grafico mette in relazione indice di contrasto, sensibilità reale della pellicola e tempo di sviluppo; le righe arancioni sono state da me aggiunte per facilitare la lettura delle informazioni.

Fallimento sviluppo rullini fotografici; 
Rullini fotografici in bianco e nero;
Sviluppo pellicole fotografiche;
Errori durante lo sviluppo
Rivelatore ossidato;
Instabilità conservazione rivelatore
Curve caratteristiche Fomapan 400

Ho precedentemente detto che ho esposto il rullo per una sensibilità di 250 asa vediamo insieme perchè.

E’ noto, a chi ha un minimo di conoscenza nell’ambito della fotografia analogica in bianco e nero, che un Indice di Contrasto (IC o y) compreso tra 0,6 e 0,7 è quello che consente di ottenere un negativo facilmente stampabile su carta di contrasto medio. Ho posizionato pertanto una prima riga arancione, la prima dal basso, in corrispondenza di IC=0,65. Nel punto in cui la riga arancione interseca la curva y ho posizionato la retta verticale che a questo punto ci fornisce due informazioni fondamentali:

  • la sensibilità reale a cui esporre la nostra pellicola che risulta essere di circa 240 asa (arrotondabili senza problemi a 250);
  • modalità e tempo di sviluppo che risulta essere poco meno di 8 minuti.

Nel caso della pellicola Fomapan 400, il principale errore risiede nel tempo di sviluppo insufficiente. La letteratura disponibile suggerisce un tempo di sviluppo di poco meno di 8 minuti, mentre è stato erroneamente utilizzato da me un tempo di 5 minuti e 15 secondi, notevolmente inferiore al necessario. Questo ha portato a un’ampio sottosviluppo della pellicola, compromettendo gravemente la qualità delle immagini.

Rollei Retro 400S:
Il rullino Rollei Retro 400S è stato sviluppato entro un periodo di tempo accettabile, circa 7 giorni, tuttavia, il risultato, pur essendo il migliore tra le tre pellicole, è stato deludente. Si ipotizza che l’ossidazione anche se parziale del rivelatore abbia compromesso l’efficacia del processo di sviluppo, anche con tempi e temperature corretti.

Ilford Delta 400 Pro:
La situazione più critica si è verificata con il rullino Ilford Delta 400 Pro. Nonostante il rispetto dei tempi e delle temperature corrette, l’immagine risultante è stata estremamente scarsa. Questo è attribuibile principalmente alla completa ossidazione del rivelatore, avvenuta a causa di un periodo di conservazione prolungato, oltre 20 giorni dalla preparazione. In questo caso l’immagine appare appena formata, senza dettagli e con una granulosità estremamente presente dovuta alla grana non ancora trasformata in immagine.

Considerazioni sul rivelatore Kodak XTOL:

L’esperienza pratica ha dimostrato una significativa discrepanza rispetto alle indicazioni della documentazione tecnica riguardo alla conservazione del rivelatore Kodak XTOL. Mentre la documentazione sostiene la sua stabilità anche per lunghi periodi, la mia esperienza ha evidenziato un’elevata instabilità quando conservato in bottiglie non piene e con presenza di aria. Questo aspetto ha influito negativamente sul processo di sviluppo dei rullini. La durezza dell’acqua di Milano può aver influito negativamente? Non sono certo di questo ma XTOL risulta sensibile a questo parametro infatti nel datasheet vi è la seguente nota:

Important: If your water supply is exceptionally hard (above 200 ppm of CaCO3), you may need to use conditioned water for higher dilutions to avoid cloudiness. Contact your water authority for information on the water in your area.

Conclusioni e lezioni apprese:

Il fallimento dello sviluppo di questi rullini fotografici in bianco e nero ha fornito importanti insegnamenti da considerare per il futuro. È fondamentale rispettare accuratamente i tempi e le temperature di sviluppo, oltre a garantire la corretta conservazione dei rivelatori. Inoltre, l’importanza di condurre test di controllo di qualità sulle soluzioni di sviluppo prima dell’uso è stata confermata. Basandoci sull’esperienza acquisita, considererò alternative più stabili per il processo di sviluppo, come il ritorno al rivelatore Kodak HC110, che si è dimostrato, per me, più affidabile anche in condizioni di conservazione meno ottimali.

Addendum

Caratteristiche del rivelatore Kodak HC110

Il rivelatore Kodak HC110 è rinomato per la sua affidabilità e versatilità nel processo di sviluppo delle pellicole in bianco e nero. La sua formula concentrata offre un’elevata flessibilità, consentendo agli utenti di personalizzare il processo di sviluppo in base alle proprie preferenze creative. HC110 si distingue per la sua capacità di produrre una grana fine e una nitidezza straordinarie, preservando al contempo i dettagli più fini dell’immagine. Grazie alla sua concentrazione elevata, questo rivelatore può essere diluito per adattarsi a una vasta gamma di esigenze, offrendo così un ottimo rapporto qualità-prezzo. La sua facilità di miscelazione e utilizzo lo rende adatto sia ai professionisti che ai principianti.

HC110 è noto per la sua stabilità nel tempo, garantendo risultati costanti anche dopo lunghe periodi di conservazione. La sua capacità di gestire i contrasti in modo equilibrato lo rende ideale per una varietà di stili fotografici, dalla street photography alla fotografia paesaggistica. In definitiva, il rivelatore Kodak HC110 è una scelta affidabile per i fotografi che cercano un processo di sviluppo flessibile e di alta qualità.

Di Enrico Andriolo

Enrico Andriolo fotografo appassionato di Ritratto, Moda, Glamour, Fine Art.