Portfolio fotografico: Polaroids from the legendary 70's

Il portfolio fotografico è un tema che ultimamente sta tornando “di moda” e, aggiungerei, per fortuna! Cos’è il portfolio fotografico e quali sono le modalità per realizzarlo in modo chiaro, efficace e strutturato sono i temi che voglio approfondire attraverso qualche articolo sul mio blog. 

Devo dire, a onor del vero, che forse a causa dell’avvento della fotografia digitale si erano un po’ perse le tracce del portfolio fotografico probabilmente a causa della massa di immagini prodotte e, quasi sempre, di bassa qualità; tutto ciò ha fatto perdere l’abitudine ai fotoamatori di “mettere insieme” le immagini al fine di raccontare o dimostrare qualcosa a chi osserva.

Ho citato i fotoamatori perché sono loro che dal passaggio dall’analogico al digitale hanno tratto un vantaggio economico significativo in termini di produzione di immagini. In analogico, produrre immagini aveva un costo vivo assai significativo e l’operato del fotoamatore era frenato dallo scattare a vanvera proprio da questi costi. Oggi, con il digitale, questo freno viene a mancare e si scattano fotografie a qualsiasi cosa senza una riflessione a priori e quindi senza pensare al come scattare e, soprattutto, senza un perché. Questo modo di agire ha abbassato significativamente la qualità delle immagini prodotte poiché è venuta a mancare la fase di riflessione o analisi che deve precedere lo scatto, in buona sostanza oggi, spesso, si scatta tanto per scattare, tanto per portare a casa quello scatto senza un progetto chiaro e strutturato.

Per i fotografi professionisti la questione è assai diversa e comunque non può prescindere da uno studio preliminare molto approfondito, alcune volte anche con l’apporto sostanziale di professionisti di altri settori tutti ovviamente focalizzati su uno stesso progetto comune.

Fatta questa doverosa premessa vediamo ora in questo primo atricolo cos’è il portfolio fotografico grazie a qualche definizione reperita sul web.

Portfolio fotografico: definizioni

La FIAF definisce il portfolio fotografico come segue:

“Complesso coerente di immagini fotografiche finalizzate a esprimere una idea centrale. I soggetti delle singole foto (il cosa), il modo scelto dal fotografo per rappresentarli, il modo di ordinare le immagini in sequenza utilizzando il valore espressivo degli accostamenti (il come), devono essere in grado di comunicare con logica e chiarezza l’idea scelta dal fotografo e cioè il significato del portfolio (il perché).”

Molto interessante anche la definizione di Fulvio Merlak Presidente d’Onore FIAF ancora più sintetica ma altrettanto efficace:

“Il «portfolio fotografico» è un insieme coerente di fotografie finalizzate ad esprimere un significato, ovvero un concetto reso manifesto non solo in virtù del contenuto delle singole componenti ma anche grazie alla loro felice concatenazione.”

Personalmente sposo la prima delle due definizioni che mi pare possa dare non solo la definizione del portfolio stesso ma anche ne descriva sinteticamente gli aspetti salienti.

Considerazioni

La definizione, nella sostanza, risulta assai semplice infatti, il portfolio fotografico, non è altro che un insieme di immagini che esprime un’idea e, in senso più estensivo, un significato che può essere di tipo narrativo, documentario, creativo, artistico, concettuale, ecc.

Apparentemente semplice ma entrambe le definizioni si spingono oltre e appare chiaro che aggregare più fotografie insieme non è sufficiente per realizzare un portfolio.

Infatti sia per la definizione di Merlak che quella meno sintetica della FIAF l’insieme delle fotografie deve essere coerente e cioè esente da contraddizioni nei pensieri e nelle azioni, fedele alle proprie idee, convinzioni e principi. Ma coerente con cosa? Il portfolio deve essere coerente con il messaggio che il fotografo vuole comunicare.
Detta così ancora una volta sembra una cosa semplice ma non è affatto così, infatti essendo un portfolio composto da diverse immagini, ognuna di queste deve quantomeno rappresentare qualcosa e questo “cosa” è ciò che viene rappresentato nelle singole foto. Ovviamente tutte queste “cose” dovranno poi essere “assemblate” cioè messe in fila una dietro l’altra attraverso un ordine ben definito che ne valorizzi il significato. 

Evidentemente da come mettiamo una fotografia dietro l’altra scaturisce l’ordine di lettura del portfolio fotografico, l’ordine di lettura è determinante per la comprensione del significato del portfolio.

Ogni foto del portfolio fotografico ci dice di cosa stiamo parlando, la sequenza ci dice come ne stiamo parlando, ovviamente ogni discorso deve avere un significato e questo significato ci dice perché ne stiamo parlando.

Da queste considerazioni emerge in maniera molto forte che per fare un buon portfolio occorre essere in possesso di alcune capacità da cui la qualità di un portfolio non può prescindere; queste capacità sono:

  1. saper fotografare (ovvio);
  2. avere capacità di scrittura (meno ovvio);
  3. essere in grado di editare il proprio lavoro fotografico (molto meno ovvio);

ma la cosa più importante però è avere qualcosa da dire, avere qualcosa da raccontare!

Vedremo nei prossimi articoli quali elementi concorrano in maniera determinante a rendere chiara ed efficace la struttura di un portfolio fotografico.

 

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